Petrella Guidi

Prima era tutto mare, ci sono voluti più di 30 milioni di anni per arrivare a questo panorama. L’Appennino stava formandosi e si stava assestando anche il massiccio di Carpegna.

pano sera

Arrivarono da sud –ovest immense masse d’argilla trascinando grandi rocce come zattere alla deriva, alcune si fermarono prorio qui davanti: i sassi di Simone e Simoncello, San Leo, Maioletto… cominciò a prendere forma la Valle del Marecchia.

Un milione di anni fa, quando gli uomini cominciarono ad abitarla, non era molto diversa da ora. Probabilmente l’abbandonarono durante l’ultima Grande Glaciazione, ma sicuramente 5000 anni fa tornarono come testimoniano alcuni monoliti scolpiti. Uno di questi, spezzato e semisepolto qui vicino è chiamato il letto di San Silvestro.

Arrivarono altri popoli dal nord, si cominciò ad usare il ferro, arrivarono Etruschi ed Umbri, si sviluppò la Civiltà Villanoviana. Ci fu un periodo di predominio etrusco, poi arrivarono i Romani, che qui a Petrella ebbero una fonderia e impiantarono il castagneto sul Mont’Ercole.
I Galli attraversarono questa valle per andare a bruciare Roma. Poi ci furono Longobardi e Bizantini che per un periodo convissero, ariani i primi e cattolici i secondi; ne resta traccia nei nomi di Apollinare a cui è dedicata la chiesa del castello di Petrella e di Michele Arcangelo per quella vicinissima di Ca’ Bardaia. I Franchi scacciarono i Bizantini, è di allora la fondazione della Pieve di Ponte Messa e il primo riferimento scritto al vicus di Petrella.
E’ poi la volta dei germanici del Sacro Romano Impero, sempre in contrasto col Papato. Il territorio è diviso  tra i grandi possedimenti della Chiesa e le varie famiglie dei signorotti locali che cercano di farsi largo .
San Francesco percorre tutta la valle per recarsi a La Verna, Dante Alighieri viaggia per tutto il Montefeltro, nella chiese arrivano i crocefissi della scuola di Giotto. Guido dei Tiberti si istalla nel castello di Petrella che apparteneva al Vescovo del Montafeltro.

TorreDalla torre di guardia si ha una panoramica della valle eccezzionale, era facile aver sotto controllo i movimenti del fondovalle così la famiglia dei Tiberti poteva agevolmente imporre pedaggio o addirittura depredare gli sfortunati viandanti come è attestato accadde ai danni di un conte di Savoia che si recava in pellagrinaggio a Roma. Dice la tradizione che il bottino fosse ingente e che, seppellito in questi luoghi, ancora non sia stato ritrovato.
Nel corso delle lotte tra Guelfi e Ghibellini molte famiglie cercano di emergere e signoreggiare, per un periodo hanno la prevalenza i Malatesta, dei germanici insediatisi all’inizio a Pennabilli, ma a poco a poco prevalgono i Montefeltro e nel 1463 anche Petrella  entra a far parte dei possedimenti di Federico d’Urbino.
A lungo dei Montefeltro, per un periodo degli Oliva e poi dello  Stato della Chiesa fino all’unità d’Italia, quando fu annessa alla Provincia di Pesaro, è passata nel 2008 con tutta l’Alta Valmarecchia alla Provincia di Rimini in seguito ad un referendum popolare.